• Nel III millennio, verso il futuro

  • La situazione del Parco Nazionale d’Abruzzo, anche se notevolmente migliorata rispetto al passato, non si può dire ancora soddisfacente: per conseguire un più logico assetto territoriale, l’area protetta dovrebbe includere alcune parti che oggi costituiscono la Zona di Protezione Esterna.

    D’altra parte, il controllo sul territorio che già oggi fa parte del Parco è reso spesso difficoltoso dal fatto che l’Ente ne possiede solo una piccolissima parte, mentre comuni e privati sono i maggiori proprietari. Ciò evidentemente crea ostacoli a una corretta opera di conservazione dell’ambiente, anche se l’Ente non desiste dallo sforzo di aumentare i diritti e il controllo sul territorio attraverso l’acquisto di appezzamenti privati, l’assunzione in gestione dei terreni comunali e l’indennizzo per il mancato taglio dei boschi, ma tutto questo richiede impiego di risorse non sempre disponibili.

    La ricerca scientifica ha avuto il suo spazio a partire dal 1972 e oggi il Servizio Scientifico dell’Ente è in fervente attività. A livello socio-economico l’attività del Parco Nazionale d’Abruzzo ha dimostrato, promuovendo un moderno “ecoturismo”, che la conservazione della natura in un\'area protetta porta notevoli benefici anche economici, sia in termini di reddito che di occupazione.
  • Quarta fotografia della galleria fotografica