La geografia del Parco
- Il territorio del Parco è costituito principalmente da un insieme di catene montuose di altitudine compresa tra i 900 e i 2.200 m s.l.m.
Le montagne del Parco presentano un paesaggio vario in cui si alternano praterie d'alta quota, fondovalle solcati da fiumi, boschi misti, gole impervie, altipiani carsici, grotte, e ancora laghi, vette scoscese e dolci rilievi...
La zona centrale del Parco è percorsa dal fiume Sangro, al quale affluiscono vari torrenti; nella zona più esterna scorrono le acque del fiume Giovenco, del Melfa, del Volturno e di altri fiumi. A causa del fenomeno carsico, le acque scorrono spesso in letti sotterranei e formano risorgive a valle, talvolta anche fuori del territorio del Parco.
All'interno del Parco esistono solo due bacini lacustri: il lago artificiale di Barrea, alimentato dal fiume Sangro, ed il lago Vivo di origine naturale, situato in una depressione di origine tettonica posta a circa 1.600 m s.l.m. Essendo alimentato in parte da sorgenti proprie ed in parte dallo scioglimento delle nevi, le sue dimensioni seguono andamenti stagionali.
Il territorio del Parco è stato in passato modellato da fenomeni di glacialismo e carsismo, oggi testimoniati dalla presenza di circhi glaciali nella parte alta delle vallate, depositi morenici, rocce montonate lungo le valli, grotte, fenditure e doline. Le rocce del Parco sono per la maggior parte di natura calcarea. Nella zona della Camosciara è presente la dolomia, una roccia impermeabile che permette all'acqua di scorrere in superficie, dando luogo a pittoresche cascate e pozze d'acqua.